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CLARA MOSCHINI

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Avincis e Vigili del fuoco: la solita storia italiana

In attesa di risposte ad un anno dall'incidente aereo Canadair in Sicilia

Siamo oramai prossimi ad un anno dal tragico incidente in cui è stato coinvolto un aereo Canadair esercito da Avincis in località Linguaglossa (Catania) in cui persero la vita due valorosi piloti impegnati in un lavoro indispensabile per la collettività ma, purtroppo, altamente pericoloso.

Piloti ben presto dimenticati dall’opinione pubblica ma anche, con rammarico, dagli addetti ai lavori con l’eccezione di AVIONEWS che sta cercando di far luce sulle criticità gestionali, organizzative e manutentive che potrebbero essere alla base del tragico incidente.

Purtroppo, come già scritto in un precedente articolo, il volo antincendio boschivo è considerato dalle Autorità aeronautiche internazionali come l’attività aerea con il più alto rischio di incidente ma, ciò nonostante, nel caso dell’incidente di Linguaglossa, ci chiediamo cosa sia stato fatto per evitare o quantomeno ridurre il rischio di incidenti anche sulla scorta delle evidenze legate al tragico evento.

Probabilmente nulla o blande azioni mitiganti considerando che, a distanza di un anno, ancora non si conoscono le cause dell’incidente e quindi risulta molto difficile fare prevenzione in assenza di dati ed informazioni.

Ed è proprio questo il problema: non ci sono dati registrati disponibili, non già per il danneggiamento delle “scatole nere” ma perché, incredibilmente, i sistemi di bordo non hanno funzionato a causa di chiari ed evidenti problemi manutentivi.

Pertanto e, purtroppo banalmente, mancando le evidenze tecniche, si sta “scaricando” sui piloti la responsabilità dell’evento intaccandone così la professionalità che mai era stata messa in discussione dai precedenti controlli ai quali erano stati sottoposti.

È molto più comodo “distogliere” l’attenzione da una grave carenza manutentiva –che certo non avrebbe impedito l’evento ma sarebbe stata cruciale per eventuali azioni mitigatrici– e concentrare le attenzioni su chi, purtroppo, non può più difendersi.

La totale mancanza di “lesson learned” di questo incidente porta necessariamente a non fare una specifica prevenzione lasciando gli equipaggi, a distanza di un anno, ancora ignari su quanto successo.

E se fosse stato un problema tecnico che potrebbe ripresentarsi?

Da “anziano” cronista aeronautico mi sembra di essere ritornato agli albori dell’aviazione dove la fatalità era la causa di tutto e la prevenzione era tutt’altro che praticata.

Ma se questo censurabile comportamento di Avincis può avere un senso nell’ottica dell’autoprotezione aziendale, ci chiediamo (così come abbiamo già scritto in altre circostanze) dove sia la vigilanza della committenza in capo ai Vvf.

Che azioni concrete siano state poste in essere nei confronti di Avincis, responsabile oggettivamente dell’incidente, per determinare le reali cause di un mancato funzionamento di apparati di bordo essenziali per la sicurezza delle operazioni?

Che cosa abbiano fatto per evidenziare eventuali lacune organizzative dell’azienda a tutto tondo analizzando anche la bontà o meno dei processi addestrativi ai quali i piloti vengono sottoposti?

L’avvento del simulatore nel 2018 ha certamente incrementato la capacità gestionale degli equipaggi, con particolare riferimento alla gestione delle emergenze, ma non crediamo siano aumentate le performance professionali nelle delicate fasi operative difficilmente riproducibili in un ambiente “sintetico” come quello del simulatore.

Ci chiediamo quindi se l’avvento del simulatore potrebbe aver ridotto gli addestramenti “operativi” sul velivolo impossibili da replicare al simulatore.

Tutto questo i Vvf lo sanno?

E se si, cosa hanno fatto oltre a ridurre il compenso ad Avincis (per la presenza del simulatore) come da Contratto di appalto?

E ancora, qual è la posizione dei Vvf nei confronti di Avincis a seguito di una grave azione (probabilmente dolosa) compiuta ai danni di un aeromobile di Stato in un luogo sotto la responsabilità aziendale?

Tra meno di un anno ci sarà la nuova gara di appalto per l’affidamento dell’esercenza della flotta di Stato degli aerei Canadair e ci chiediamo se l’attuale azienda sia ancora un interlocutore affidabile dal punto di vista manutentivo, operativo, ma anche organizzativo/finanziario (vedasi precedente articolo del 3 luglio 2023 ed interpellanza sullo stesso tema del 28 luglio)?

Insomma cerchiamo risposte che possano far capire cosa successe quel tragico 27 ottobre 2022 senza ipotesi o iperboli che nel mondo aeronautico non servono.

Vogliamo capire se questa realtà aziendale, pur in presenza di molti lati oscuri, è ancora considerata una realtà industriale idonea ad esercire la flotta dei Canadair più grande del mondo.

Vorremmo risposte dai Vvf che hanno l’onere di esercitare il controllo di un appalto pubblico e che, in alcune circostanze, appaiono “disattenti” o poco incisivi nel pretendere verità e trasparenza.

Ma, soprattutto, vogliamo la verità per onorare Matteo e Roberto che hanno sacrificato la loro vita per la salvaguardia della collettività ma, da questa, troppo presto dimenticati.

Vogliamo preservare il ricordo della loro altissima professionalità preservandola da tesi di convenienza e di parte che invece vorrebbero compromettere. 

Sull'argomento vedi anche la notizia pubblicata da AVIONEWS

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AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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