It does not receive public funding
Editor in chief:
CLARA MOSCHINI

Facebook Twitter Youtube Instagram LinkedIn

Aci Europe: "Segnali d’allarme per la connettività aerea europea"

Da oggi al 20 giugno il Congresso annuale e assemblea generale ad Atene - ALLEGATO

È iniziato oggi ad Atene il Congresso annuale e assemblea generale di Aci Europe, associazione europea che riunisce i gestori aeroportuali di oltre 600 aeroporti in 58 Paesi europei, oltre il 90% del traffico aereo commerciale nel continente. L'evento si concluderà venerdì 20 giugno. 

"Aci Europe ha pubblicato oggi il 'Rapporto 2025 sulla connettività del settore aeroportuale': il barometro definitivo della connettività aerea in Europa. Pubblicato in vista del 35° Congresso annuale e assemblea generale di Aci Europe, il rapporto si basa sugli indici di connettività sviluppati da Seo Amsterdam economics -lo strumento più completo e articolato per misurare e classificare la connettività aeroportuale-", riporta una nota odierna dell'associazione. 

Il documento rivela che "nonostante un aumento del +7% rispetto all’anno precedente, la connettività aerea (diretta + indiretta) in Europa resta ancora al di sotto del livello pre-pandemico (2019) del -9%. Questo contrasta nettamente con i volumi di passeggeri, che hanno raggiunto una piena ripresa nel 2024 e sono continuati a crescere nel 2025", sottolineando quindi che i consumatori e le comunità si trovano di fronte a opzioni più scarse e più costose. Lo studio evidenzia chiaramente come politiche non favorevoli, cambiamenti strutturali del mercato e fattori geopolitici stiano determinando nuovi modelli di connettività, nonché forti disparità di prestazione tra i mercati nazionali e i singoli aeroporti.

Il direttore generale Olivier Jankovec  ha dichiarato: "I dati che presentiamo oggi sono inequivocabili: l’Europa ha urgentemente bisogno di un ripensamento strategico delle politiche che ponga la connettività aerea come pilastro centrale della sua agenda per competitività, coesione e autonomia strategica. Ciò significa riconoscere che la connettività aerea -e con essa l’aviazione- non è solo una questione di soft power. Questa genera benefici economici e sociali fondamentali, garantisce il posizionamento globale dell’Europa e contribuisce anche a proiettare capacità di hard power. Tuttavia, politiche aeronautiche non coordinate e frammentate -inclusa la tassazione punitiva- combinate con tensioni geopolitiche e cambiamenti strutturali del mercato stanno mettendo a rischio questi benefici". "Ogni aumento del 10% nella connettività aerea diretta è associato ad una crescita dello 0,5% del Pil pro capite: sono quindi i cittadini europei a pagare il prezzo finale. I nostri decisori politici devono proteggere e garantire nel tempo la connettività aerea, che è parte integrante del nostro stile di vita europeo e della nostra proiezione globale", ha concluso il dg. 

I mercati non-EU+ i più colpiti dalla geopolitica, persistono divari tra i mercati nazionali

Il mercato EU+ (-8% rispetto al 2019) ha recuperato più connettività aerea rispetto al resto d’Europa, mentre il mercato non-EU+ ha sottoperformato rispetto alla media europea, attestandosi a -12%. Questo è dovuto principalmente alla perdita totale di connettività degli aeroporti ucraini, mentre quelli in Russia (-43%) e Bielorussia (-70%) hanno registrato cali drammatici. Anche Israele (-21%) ha subito perdite significative a causa del conflitto in corso a Gaza.

Oltre alla geopolitica, anche le politiche aeronautiche e i cambiamenti strutturali del mercato -in particolare la crescita della domanda per viaggi leisure e per visitare amici e parenti (Vfr, Visiting friends&relatives), insieme all’espansione delle compagnie ultra low-cost (Lcc, Low-cost carriers)- stanno influenzando le performance dei mercati nazionali:

- All’interno del mercato EU+, tre Paesi guidano l’espansione della connettività aerea: Grecia (+35%), Portogallo (+10%), Cipro (+8%).

- All’estremo opposto, in 13 hanno registrato perdite a doppia cifra, in particolare: Svezia (-33%), Finlandia (-30%), Repubblica Ceca (-22%), Austria e Germania (entrambe -21%), riflettendo in gran parte l’impatto della geopolitica e delle tasse nazionali sull’aviazione.

- Tra i mercati EU+ più grandi, solo la Spagna, dipendente dal turismo, ha superato i livelli del 2019 (+3%). Regno Unito (-7%), Francia (-14%) e Germania sono rimasti molto indietro, con la performance della Francia destinata a peggiorare ulteriormente a causa dell’aumento significativo delle tasse sull’aviazione entrato in vigore quest’anno.

Nel mercato non-EU+, le migliori performance in termini di connettività aerea si registrano in:
Uzbekistan (+73%), Albania (+56%), Bosnia-Erzegovina (+40%), Armenia e Turchia (entrambe +36%).

Istanbul, Amsterdam-Schiphol e Londra-Heathrow guidano la classifica della connettività diretta

Istanbul (+13% rispetto al 2019) rimane al primo posto nella classifica europea per connettività diretta, essendo salita dalla 5ª posizione pre-pandemica. L’hub turco gode della migliore connettività diretta con il Medio Oriente e della seconda migliore con l’Asia-Pacifico, oltre a una buona posizione per l’Africa e l’Europa. Amsterdam-Schiphol (-4%) è al secondo posto, grazie alla sua eccellente rete europea. Questo riflette le dimensioni ridotte del mercato nazionale e la necessità di mantenere massa critica per alimentare le rotte a lungo raggio. La prevista riduzione della capacità dell’hub olandese rende improbabile il mantenimento di questa posizione nei prossimi anni.

Londra-Heathrow (-2%) è al terzo posto. Oltre a offrire una connettività diretta impareggiabile con il Nord America (quasi il doppio rispetto al secondo classificato, Parigi-"CdG"), l’hub britannico ha anche la più alta connettività diretta con il Medio Oriente nell’Europa occidentale. Francoforte (-11% rispetto al 2019) ha superato Parigi-"Charles de Gualle" (-7%) al quarto posto, grazie ad un aumento significativo della connettività diretta con l’Asia-Pacifico (+17% rispetto al 2024). Parigi, quinta in classifica, si distingue per la varietà del suo network, con il secondo posto per connettività diretta verso Africa, America Latina e Caraibi, e Nord America.

Oltre ad Istanbul, hanno recuperato o superato i livelli di connettività diretta del 2019 anche i seguenti aeroporti: Antalya (+29%), Atene (+24%), Istanbul-"Sabiha Gökçen" (+14%), Palma di Maiorca (+11%), Dublino (+8%), Lisbona (+4%), Roma-Fiumicino (+3%) e Barcellona (+1%). Questo riflette ancora una volta la predominanza della domanda leisure e Vfr, oltre all’espansione delle Lcc. La connettività diretta offerta dalle Lcc è aumentata del +19% dal 2019, mentre quella offerta dalle compagnie di linea tradizionali (Fsc) è diminuita del -15%.

Istanbul ora in cima alla classifica globale degli hub

Istanbul ha superato Francoforte diventando il principale aeroporto al mondo per connettività hub nel 2025. La connettività hub di Istanbul è aumentata del +59% rispetto al 2019 -riflesso dell’impressionante espansione del vettore aereo Turkish Airlines, della sua posizione geografica strategica tra Europa, Africa e Asia, della disponibilità di capacità e di una politica nazionale dell'aviazione favorevole-. L’hub turco è seguito da Dallas Fort Worth (-5%) e Francoforte, che ha visto la propria connettività hub ridursi del -21% rispetto al 2019.

Nel complesso, la connettività hub in Europa resta al di sotto dei livelli pre-pandemici (2019) del -12%, e continua quindi a sottoperformare rispetto alla connettività diretta (-5%). Sebbene il divario si sia leggermente ridotto negli ultimi 4 anni, questo andamento si è consolidato, riflettendo i cambiamenti strutturali del mercato dell'aviazione, in particolare il ridimensionamento delle Fsc e l’espansione delle Ultra-Lcc, con un maggior numero di rotte internazionali dirette che bypassano i grandi hub.

Otto aeroporti europei sono tra i primi 20 al mondo per connettività hub, insieme ad otto del Nord America e quattro dell’Asia-Pacifico e del Medio Oriente. Oltre ad Istanbul, i maggiori incrementi nella connettività hub rispetto al 2019 si registrano a Tokyo Haneda (+51%) e Doha (+43%). Al contrario, la connettività hub di tutti i principali hub dell’Europa occidentale resta inferiore ai livelli del 2019, sintomo non solo del ridimensionamento dei vettori basati in loco, ma anche di politiche dell'aviazione non favorevoli, problemi di competitività e condizioni macroeconomiche deboli".

Allegato in basso a questa AVIONEWS la versione inglese della nota emessa da Aci Europe. 

Attachments
cdv - 1264344

AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
Related
Similar

AirportsAci Europe: calls to suspend the EU-Qatar Aviation Agreement raise serious concerns

For Europe’s airports, communities and economy

Importantly, there is no tangible evidence that the EU Qatar agreement has resulted in Qatar Airways gaining a dominant or unfair market position at the expense of European airlines. In fact, Qatar Airways has not expanded significantly in the European market in recent years –as evidenced by the fact that the airline’s seat capacity deployed in Europe in the current IATA Winter season (October 2025–March 2026) remains -10% below its pre-pandemic (2019) level more