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CLARA MOSCHINI

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Mercedes-Benz valuta l’ingresso nei sistemi anti-drone

L'industria esplora una nuova filiera tra mobilità e sicurezza europea

Il riassetto industriale in corso in Europa, accelerato dalla guerra in Ucraina, sta aprendo spazi inattesi anche per le case automobilistiche tedesche. In questo contesto, Mercedes-Benz starebbe valutando un ingresso nel mercato dei sistemi anti-drone e, dopo Volkswagen, sarebbe pronta a muoversi anche sul versante della difesa. Lo riferisce il "Financial Times", secondo cui il gruppo di Stoccarda collaborerà con la startup di Monaco Tytan Technologies, attiva nello sviluppo di droni intercettori autonomi guidati dall’intelligenza artificiale.

Due persone a conoscenza del dossier hanno spiegato al quotidiano che le parti sono vicine a firmare una dichiarazione d’intenti. Il progetto prevede che Mercedes-Benz metta a disposizione i veicoli per una piattaforma mobile di difesa anti-drone chiamata "Drone Defender". La base industriale del sistema dovrebbe essere il furgone Sprinter ed una versione militare del fuoristrada Classe G, entrambi configurati con sensori e dispositivi di lancio per gli intercettori sviluppati da Tytan Technologies.

Stando al "Financial Times", la soluzione sarebbe meno costosa e più rapida da rendere operativa rispetto alle piattaforme militari più sofisticate impiegate al fronte. Tytan Technologies punta ad avviare la produzione del Defender entro la fine dell’anno e sta lavorando anche con l’Ucraina allo sviluppo delle proprie tecnologie.

L’interesse per questo tipo di capacità nasce anche dalla crescente preoccupazione per possibili attacchi con droni contro infrastrutture critiche. Negli ultimi mesi i servizi di intelligence interni tedeschi hanno sollecitato le imprese a rafforzare le misure di protezione; dal 2022, inoltre, le autorità hanno registrato un aumento di attività sospette di droni nei pressi di aeroporti e basi militari tedesche, episodi attribuiti a Mosca.

Più in generale, l’aumento della spesa militare in Europa sta trasformando la difesa in una possibile leva di crescita per i costruttori automobilistici tedeschi, messi sotto pressione da margini in calo e dalla concorrenza cinese. L’amministratore delegato di Volkswagen, Oliver Blume, ha già indicato la cooperazione con aziende del settore difesa come una risposta possibile all’eccesso di capacità produttiva dell’automotive. Anche il numero uno di Mercedes, Ola Källenius, aveva dichiarato il mese scorso al "Wall Street Journal" che il gruppo potrebbe ampliare le attività legate alla difesa, pur precisando che si tratterebbe di un business di nicchia.

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AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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