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CLARA MOSCHINI

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Aerei "parcheggiati" a Tarbes, come Tarmac ha affrontato la crisi

Compensate le perdite della manutenzione pesante

Un business fino a qualche tempo fa impensabile: a pochi passi dalle piste dell’aeroporto di Tarbes-Lourdes-Pirenei. Non lontano dalla catena montuosa che rappresenta spesso la sfida principale del Tour de France, ci sono dozzine di velivoli che non sanno ancora quale destino avranno (leggi anche la notizia pubblicata da AVIONEWS). Si tratta di aerei letteralmente “parcheggiati” a breve distanza dallo scalo transalpino ed affidati all’azienda francese Tarmac Aerosave. Quest’ultima si occupa esclusivamente dei depositi in questione e qualche tempo fa ci si lamentava per il fatto che nessuno si fosse fatto avanti e lo spazio cominciasse ad essere più stretto. Ora l’attività di stoccaggio ha permesso a Tarmac di accrescere una divisione che ha compensato il crollo della manutenzione pesante. Questa società è posseduta in parti quasi uguali da Airbus (33,6%), Safran (32,8%) e Suez Environnement (33,6%). La pandemia da coronavirus ha obbligato i vettori aerei ad organizzarsi in modo particolare e molte flotte che fanno riferimento a nomi importanti come Lufthansa, Air France ed Etihad Airways si trovano in questa zona della Francia. I velivoli Boeing, Airbus, Embraer e Bombardier presenti sono circa 230. Tra l’altro, i motori di questi velivoli funzionano perfettamente, anche se ci dovranno essere degli interventi e delle accortezze speciali per rispondere con urgenza alle domande delle compagnie aeree. La società non si aspettava di accogliere un così elevato numero di aerei per una durata indeterminata. 

Sullo stesso argomento leggi anche l’articolo pubblicato da AVIONEWS.

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AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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